L’ora più buia di Joe Wright

Winston Churchill nell’ora più buia per l’Inghilterra e per l’Europa tutta:

Anche se ampi territori d’Europa e molti antichi e famosi stati sono caduti o stanno per cadere nelle grinfie della Gestapo e sotto le odiose norme dell’apparato nazista, noi non demorderemo né verremo meno. Noi procederemo fino alla fine. Noi combatteremo in Francia, noi combatteremo sui mari e sugli oceani, noi combatteremo con crescente fiducia e crescente forza nell’aria. Noi difenderemo la nostra Isola, a qualunque costo. Noi combatteremo sulle spiagge, noi combatteremo nei luoghi di sbarco, noi combatteremo sui campi e sulle strade, noi combatteremo sulle colline; noi non ci arrenderemo mai; e anche se, cosa che io al momento non credo [si avveri], quest’Isola o una gran parte di essa venisse sottomessa ed affamata, allora il nostro Impero d’oltremare, armato e difeso dalla Flotta Britannica, continuerà la battaglia finché, quando Dio vorrà, il Nuovo Mondo, con tutta la sua potenza e la sua forza, verrà a soccorrere ed a liberare il Vecchio”.

(estratto dal discorso del 4 giugno 1940 al Parlamento britannico )

e il centro del suo pensiero, perno di tutta la sua vita fino alla morte:

” Tyranny is our foe whatever trappings or disguise it wears, whatever language it speaks, be it external or internal, we must forever be on our guard, ever mobilised,ever vigilant, always ready to spring at its throat.”

 La tirannide è il nostro nemico, qualunque veste o uniforme indossi, qualunque linguaggio parli, sia esso interno o esterno, dobbiamo essere sempre in guardia, sempre mobilitati, sempre vigilanti, sempre pronti a scattare, a scattargli alla gola.

Un film, L’ora più buia, che riporta prepotentemente alla ribalta un uomo che ebbe coraggio, l’eroe di un misero tempo che ebbe bisogno di eroi, Winston Churchill.

E solo Dio sa se anche questo in cui viviamo non è un tempo che ha bisogno di eroi!

Dunque un film che va visto, una sceneggiatura ottima per il taglio dato ad una vicenda che non basterebbe la biblioteca di Alessandria a raccontare in tutta la sua smisurata complessità, per la forza che emana dai protagonisti, in primis lui, il “maialino”, come affettuosamente lo chiamava Clemmie, l’amata compagna di tutta la sua vita, una donna di quelle che, come si usa dire, stanno sempre dietro a un grande uomo.

Nel film è Kristin Scott Thomas, poche battute e grande presenza scenica, rende tangibili il legame di affetto, la complicità, la sorridente ironia e il sostegno morale che diedero forza ad un uomo al centro di tempeste inenarrabili.

La giovane segretaria, miss Layton (Lily James) è la seconda donna dietro il grande uomo. Sir Winston ebbe per lei l’affetto burbero di un padre e la sua giovinezza, il  dolore per il fratello morto a Dunkirk, la fede nella vita e il sorriso negli occhi furono un propellente importante per il grande statista.

Giorni indimenticabili quei giorni di maggio del 1940!

Fiorivano le rose e morivano a migliaia giovani nati sul finire della Grande Guerra, una generazione a cui era stata affidata la speranza di una rinascita.

E invece…

Il regista Joe Wright punta su quel mese di maggio del 1940 che decise le sorti dell’Europa.

Mentre le armate di Hitler invadevano Belgio e Olanda e la Francia era prossima a cadere, il Regno Unito, con i suoi 400.000 uomini intrappolati a Dunkirk, rischiava di cedere alle pressioni fortissime di gran parte del Parlamento favorevole ad accordi di pace con la Germania mediati dall’Italia.

Non si può ragionare con una tigre quando la tua testa è nella sua bocca!

Così gridava sir Winston con l’eterno sigaro in bocca.

Gli epiteti pittoreschi che non risparmia a Hitler (un imbianchino!) e a Mussolini (il lacchè di Hitler!) sono parte del suo personaggio, quella flemma condita da humor tipicamente inglese sono aspetti che conosciamo, ma il genio di quest’uomo, la sua solida, incrollabile fermezza nella difesa della libertà, della sua isola e soprattutto della giustizia che opera nella storia, anche quando tutto sembra perduto, è la stessa di un grande padre della cultura europea, Eschilo:

La bilancia della giustizia

improvvisa oscura alcuni nella luce del giorno;

altri attende nell’ora che il sole

incontra la tenebra, e li copre l’affanno;

altri avvolge una notte senza fine.

Sir Winston fu irremovibile. Quando tutto congiurava contro di lui e la sfiducia del Parlamento era ad un passo, riuscì a resistere e a vincere.

Quel gesto famoso, la V con le dita della mano, fu un gran ridere quando la segretaria gli disse cosa significava in origine… bastava però girare la mano e tutto era a posto!

Il film dà alla vicenda ben nota l’esatta suspence mozzafiato di una storia di cui si ignora il finale. Ritmo, tensione, una regia magistrale nel dosare le emozioni, nel sottolineare i punti focali dell’azione, nel decidere angolazioni di ripresa, panoramiche e primi piani in opportuna alternanza, silenzi ed esplosioni che punteggiano, ritmandolo, il tempo della Storia e le cadenze interiori dell’uomo, tutto ruota intorno al grande protagonista che campeggia al centro di un enorme affresco a tinte cupe, ma anche rasserenato da uno spirito vivace, fertile, pieno di vita e, non di rado, birichino.

Riuscire a far tifare per un’icona che la Storia ha consegnato al Museo dei grandi semidimenticati, o non abbastanza ricordati, è un merito che va riconosciuto.

Gary Oldman ha accettato di fare quello che chiama “un salto nel buio” rassicurato dalla sceneggiatura e regia di amici stimati.La collaborazione con il grande truccatore Kazuhiro Tsuji per la sua trasformazione in Churchill ha completato l’opera.

Agiografico? Non direi, Joe Wright non vuole osannare un santino, tutt’altro.

Churchill è davanti a noi come quel giorno nel vagone dell’underground, a Londra, quando l’avevano dato per disperso ma era stato solo un guasto alla macchina.

E fu lì, vero o falso fa bene crederci, che la gente rispose “NEVER!” alla sua domanda: “Se chiedessimo, gentilmente, di ottenere accordi favorevoli dal signor Hitler in cambio di un immediato trattato di pace voi che ne direste?”.

Abigail, Marcus, Joe, il ragazzino anonimo, tutti su quel vagone in arrivo alla stazione di Westminster gridano “ No, never!”.

E allora dagli spalti il prode Orazio:Per ogni uomo su questa terra prima o poi sopraggiunge morte. E come può perire meglio un uomo se non affrontando gli spaventosi eventi?

Per le ceneri dei suoi padri e i templi dei suoi Dei… conclude la voce di un nero alle sue spalle.

Con le parole di Thomas Babington, Horatius at the bridge, di commiato al piccolo popolo entusiasta di inglesi qualunque sir Winston scende dal treno e corre in Parlamento:

“Noi combatteremo sulle spiagge, noi combatteremo nei luoghi di sbarco, noi combatteremo sui campi e sulle strade, noi combatteremo sulle colline; noi non ci arrenderemo mai…”

 E fu così che la storia del mondo prese un’altra strada.

L’ora più buia

titolo originale : The darkest hour 

Regno Unito 2017, durata 114’

di Joe Wright

con Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Ben Mendelsohn, Stephen Dillane, Ronald Pickup

 

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