L’esorcista (versione integrale) di William Friedkin

“E’ un giorno eccellente per un esorcismo“.

Partiamo da William Peter Blatty,  autore del testo pubblicato nel 1971 da cui William Friedkin trasse il film.

Blatty, che  firmò anche la sceneggiatura, si era ispirato ad un caso di possessione diabolica pubblicato sul Washington Post nel 1949, dove si narrava di un presunto esorcismo praticato ad una ragazza di 14 anni.

Fatto il film, la sua portata rivoluzionaria, per alcuni intollerabile, fece registrare casi di spettatori che durante le proiezioni andarono incontro a convulsioni, svenimenti e vomito. Fino agli Novanta, L’esorcista fu bandito dal mercato home video.

Oggi forse siamo più forti o forse più abituati all’orrore che vediamo nella realtà, ma finalmente possiamo goderci la qualità straordinaria di questa pellicola.

Ma, attenzione, si consiglia anche la lettura del libro, dieci milioni di copie vendute, Blatty vinse un Oscar per la sceneggiatura non originale e due Golden Globe.

 

Classe 1928, William Peter Blatty è morto nel 2017, una lunga vita molto povera ai suoi inizi. Nella New York di quei decenni fra le due guerre tanti hanno fatto dure gavette prima di arrivare. E William di strada ne ha fatta tanta, vendendo aspirapolvere, entrando in Aeronautica, tornandosene in Libano da dove proveniva la famiglia, ritornando indietro in cerca di fortuna.

Ma intanto studiava, i Gesuiti gli diedero una mano e lui ne fece i protagonisti del suo capolavoro.

Una simbiosi fra lui e il regista, solo così si può definire il legame che, nascendo dal romanzo, ha prodotto un capolavoro del cinema che resiste inossidabile al passare del tempo.

E proprio Friedkin ha dato notizia della sua morte in una breve nota su Twitter:

“ William Peter Blatty caro amico e fratello che creò l’Esorcista è morto ieri”.

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Non molto tempo fa lessi il libro, di getto, più di 400 pagine che scorrono come un treno ad alta velocità.

Pensai di farne un’analisi in parallelo, cosa del libro resta e cosa fu tagliato e perché. Il tempo mi ha superato di gran corsa e arrivò la morte di Blatty.

E torna, oggi, il pensiero di un grande quasi dimenticato, Vittorio Alfieri, certo uno fuori moda, ma quanto è vero e privo di retorica quello che dice!

“Mi disturba la morte, è vero. Credo che sia un errore del padreterno. Non mi ritengo per niente indispensabile, ma immaginare il mondo senza di me: che farete da soli?”

Mi piaceva sapere che Blatty era ancora qui mentre mi occupavo di lui. E anche per questo ora torniamo al film, un modo come un altro per ricordarlo.

“L’esorcista è superiore ai libri del suo genere quanto un’equazione di Einstein lo è paragonata alle colonne di numeri di un contabile”.
«The New York Times Book Review»

Sinossi (per chi ama gli spoiler)

La piccola Regan (Linda Blair), da ragazzina acqua e sapone si trasforma all’improvviso in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse. Sua madre (Ellen Burstyn), la famosa diva del cinema Chris MacNeil, non riesce a capire, e medici, psichiatri e polizia men che meno. Un esorcista è quello che ci vuole, ma la Chiesa chiede tempo, cautela, prove, Intanto in casa succede di tutto, colpi assordanti, mobili che vanno e vengono da soli, un uomo muore con il collo spezzato.

La piccola Regan sta cedendo sconquassata, il Maligno è in lotta con Dio e il ring è il suo fragile corpicino.

“Penso che il mio inconscio, una volta accumulato tutto il materiale e la fatica necessari, abbia creato la maggior parte della trama, elargendone poco alla volta delle porzioni alla mia coscienza razionale” disse Blatty.

Nell’incipit del film siamo in un sito archeologico nel nord dell’ Iraq.

Sabbia, rocce, un sole spietato, operai che scavano e rompono pietre.  L’esperto, padre Lankester Merrin (Max von Sidow) trova una piccola statuetta molto inquietante.

 

L’azione si sposta a Georgetown, negli Stati Uniti, dove sta accadendo l’inenarrabile.

La madre cerca aiuto presso padre Karras (Jason Miller), un sacerdote tormentato dal dubbio di aver perso la fede. Serve un vero esorcista perché la lotta contro il demonio si prospetta dura. Torna in scena padre Merrin.

Da questo momento si va a precipizio verso uno sviluppo seguito da un finale travolgente, trovate scenografiche da antologia, la lotta all’ultimo sangue fra il Male e il Bene è scandita da effetti sonori raccapriccianti, un mix di grida umane e animali con la tremenda voce di Regan doppiata in originale dall’attrice Mercedes McCambridge.

 

 

Il letto della bambina che lievita al centro della stanza; Regan che scende le scale come un ragno o che ruota la testa di 360 gradi; la sua masturbazione con un crocefisso e il memorabile finale, quando il sacerdote Damien Karras e padre Lankaster Merrin celebrano l’esorcismo, tutto sembra fare dell’Esorcista il cinema dell’orrore per antonomasia.

Ma non è un horror, lo stile è documentaristico, Friedkin, in pieno accordo con Blatty, volle dare una rappresentazione il più realistica possibile di eventi inspiegabili. La vicenda è calata nella quotidianità di una piccola famiglia dal padre assente, entra nel profondo delle paure inconsce, nessun cedimento al gusto gotico del soprannaturale.

Il Maligno è in noi e tra noi, si scatena quanto più fragile è la nostra difesa,
gode dei nostri dubbi, si alimenta delle nostre paure.

Lo spazio metropolitano è livido, ma la vampa di fuoco del sole iracheno non è meno angosciante, la statuetta trovata da padre Merris testimonia la presenza di paure inconsce anche millenni fa.

Max von Sydow è perfetto e gli altri protagonisti non lo sono da meno, L’esorcista porta l’urban thriller di cui assume i modi e i colori nelle paludi dell’orrore inconscio che alimenta gli incubi notturni dell’uomo sicuro di sé, “ che l’ombra sua non cura / che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro!” cantava Montale.

 

Sul finale Friedkin e Blatty si divisero.

 

Willliam Friedkin

Blatty, cattolico convinto, era per un finale più ottimista e rassicurante, che facesse anche del proselitismo nei confronti della Chiesa. Friedkin, laico, voleva una conclusione più ambigua, meno rassicurante.

A partire dal 2000, in poi, tuttavia, grazie ad una versione rimontata del film, il finale di Blatty ha avuto la meglio.

A noi la scelta.

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L’esorcista (versione integrale)

USA 2000 durata 131′

Titolo originale The Exorcist

Regia di William Friedkin

Con Ellen Burstyn, Max Von Sydow, Linda Blair, Jason Miller, Lee J. Cobb, Kitty Winn

 

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Le immagini presenti nell’articolo appartengono ai rispettivi proprietari e sono utilizzate al solo scopo di corredare il testo.

 

 

 

 

 

 

 

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