Doveva morire qualche giorno prima…
Chi? Ma Stanley Donen, naturalmente.
E così alla gran cerimonia degli Oscar se lo sono dimenticato.
E mentre il bravo Gustavo Dudamel dirigeva l’orchestra per commemorare nomi e foto sul grande schermo degli illustri assenti mancati al cinema mondiale nell’ultimo anno, quel nome non è apparso.
Un momento toccante, un tuffo nel passato, c’eravamo anche noi con Bertolucci, Olmi e Taviani (qualcuno in studio ha sentito la mancanza di Vanzina, io no), un attimo di sincera commozione in tre ore di noia mortale (la supera solo quella della consegna del Leone d’oro a Venezia) con donne vestite come macabri manichini di un horror picture show o pupattole pronipoti di Barbie.
Bene, anzi male, l’assenza di Stanley Donen nell’elenco si è fatta notare.
Una dimenticanza fatale, il nostro grande Stanley è morto giovedì 21 febbraio, tre giorni non sono bastati a tecnici e organizzatori per colmare il vuoto.
E allora facciamolo noi con un ricordo in memoriam.
Sul resto dell’american kermesse non dico di più, se non che ho molto apprezzato la grande Frances MC Dormand costretta evidentemente da contratto a presentare un Oscar insieme ad un compagno (quest’anno arrivavano in coppia all’insegna del politically correct, di solito la donna mezza testa più alta dell’uomo, si producevano in vario modo con battute cretine e poi uno dei due apriva finalmente la busta arancione) Quando il compagno di Frances con vocina tenue le ha passato la parola: “Vuoi dire qualcosa?” (poverino, doveva aver già capito dietro le quinte con chi aveva a che fare!) lei ha risposto secca:“No grazie” e subito ha aperto la busta.
“Grande Frances – come ebbi a dire nella recensione a Three Billboards Outside Ebbing, Missouri – sei tutte noi!”.
La lista dei film di Donen è molto lunga e qui ci sono solo quelli che ho visto io, inutile commentare, si commentano da soli e nulla sarebbe appropriato all’elogio, come dicevano i Latini, il nostro Stanley ne sarà felice e starà ancora ridendo della dabbenaggine (usiamo una bella, vecchia parola) degli amici amerikani…
Un giorno a New York
Sette spose per sette fratelli
Due per la strada
Arabesque
Sciarada
L’erba del vicino è sempre più verde
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