Pecore sotto copertura di Kyle Balda

Da Aristotele a Plinio il vecchio, da Esopo a Fedro e La Fontaine, l’elenco di animali parlanti e non è lungo e la strada breve perché vogliamo parlare di un film di un’ora e mezza, ultimo di un genere che fa pensare ai bestiari medievali rivisitati ai tempi dell’intelligenza artificiale.

Artificial Intelligence che è servita a creare pecore più vere del vero, e di questo siamo grati.

Altri oggi sono i mezzi tecnologici rispetto alla scrittura del tempo che fu, ma non cambia la sostanza, il mondo degli animali, anche se creato artificialmente, sta sempre lì a guardare il mondo degli umani con sorniona condiscendenza, fornendo modelli di comportamento da cui l’uomo dimentica di prendere esempio, chiuso com’è nella ferrea convinzione di essere una specie superiore.

E quando superiore dimostra con infiniti esempi di non essere, ecco che subentra la paternalistica carezza al gattino, le cure al cucciolo di casa, il tutto condito dalla tetragona certezza che dal mondo degli animali abbiamo ben poco da imparare.

E allora, se qualcuno che la pensa diversamente come Kyle Balda, regista citato come un esperto di cinema per famiglie (Minions e Cattivissimo me 3) e nulla più, decide di girare un film come questo, primo: la distribuzione è limitata al minimo sindacale, secondo: lo si definisce “cinema per bambini, ma anche per adulti che accompagnano i bambini”.

Bene, poichè quando l’ho visto io di bambini neppure l’ombra, qualche domanda ce la dovremmo fare.

Pecore sotto copertura, partiamo dal titolo.

E’ evidente che fa il verso ai thriller che imperversano a destra e a manca, famosi agenti sotto copertura risolvono a rischio della vita i casi più intriganti, fanno esplodere tonnellate di proiettili, ne ammazzano quanti ne possono e vissero tutti felici e contenti.

Qui sotto copertura, perché fanno anche loro quello che farebbe un detective umano, sono le pecore.

Convivono senza problemi con tutti gli stereotipi che l’animale uomo gli ha cucito addosso, e vivono la loro vita di gregge serene e allietate dalle cure di George (Hug Jakmann), un simpatico animalista (di quelli veri) che (perfino) ogni sera legge loro pagine dei suoi gialli preferiti, convinto che lo capiscano e condividano. E non sbaglia, vedremo il perché.

Le nostre simpatiche pecorelle (ma fra loro ci sono anche possenti e litigiosi arieti e simpatici agnellini, fra cui si distingue l’agnellino senza nome perché nato in inverno, cosa che mai dovrebbe accadere. Dapprima emarginato dal gruppo per la sua diversità, diventerà l’eroe della storia e gli daranno in nome George) hanno ognuna un nome e una precisa identità, cosa che le farà muovere al momento opportuno con audacia o timidezza, timorose o sfrontate, tutte comunque cariche di sentimenti che diremmo umani se non stessimo parlando di animali.

Si sviluppa così una trama piena di colpi di scena: c’è un omicidio, c’è il sospettato, c’è il poliziotto (l’unico nel paesino )  dalla faccia non proprio intelligente, c’è la sofisticata avvocatessa della difesa (Emma Thompson) non manca nessuno degli ingredienti del thriller a sfondo famigliare, perché tutto nasce da una storia di testamenti e cospicua eredità.

Come possono le nostre pecore interagire con tutto questo e collaborare perfino al trionfo di verità e giustizia?

Lo sapremo solo vedendolo, per ora basti sapere che per 109 minuti assistiamo ad un coloratissimo scambio di battute, a riflessioni sulla vita e sulla morte, a momenti magici di immersione in una natura complice, habitat perfetto creato da George per il suo gregge.

Emerge dallo sviluppo degli eventi un sistema di valori e disvalori in cui ci riconosciamo, dimenticando che sulla scena metà degli attori sono pecore (naturalmente sotto copertura).

Un film per bambini? Certo, ai bambini bisogna far vedere queste cose, e i loro accompagnatori adulti forse usciranno dalla sala con qualche dubbio su se stessi.

Film assolutamente da vedere, sempre che il caldo, l’estate e la distribuzione lo permettano. Altrimenti sarebbe una grave mancanza.

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Pecore sotto copertura

Titolo originale: The Sheep Detectives

Irlanda, Regno Unito, USA, Germania 2025 –  durata 109′

Regia: Kyle Balda

Cast: Hugh Jackman, Emma Thompson, Nicholas Galitzine, Conleth Hill, Molly Gordon tutti

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